BSL San Lazzaro - Virtus Imola 58-54

BSL: Sgorbati 16, Lolli, Saccaro 2, Forni, Binassi 2, Fabbri 8, Mellara 2, Masrè 11, Bernardi, Cempini 2, Vercellino 16, Allodi, All.re Rocca, Ass.ti Lelli, Guidetti.

Virtus Imola: Sassi 2, Poluzzi 10, Brusa, Grillini 2, Morara 5, Di Placido, Corcelli 8, Guglielmo, Francesconi, Chiappelli 10, Porcellini 8, Filippini 9. All.re Bettazzi, ass.te Alfieri

Parziali: 10-13, 22-27, 33-41.

Arbitri: Casabona e Viteritti.

Per una sera, scampoli di una partita di campionato della quale avremo modo di parlare tra un poco, le Rodriguez hanno riabbracciato il loro Re. E forse in pochi se ne sono accorti, ma le Nike biancoverdi ai piedi di Bidi Bettazzi la dicono lunga su come, in certi momenti, non ci sono professioni o professionisti, allenatori o giocatori ma solo cuore ed anima. E ci perdoneranno di certo i cinquanta tifosi Giallonero, ma per pochissimi istanti il Re s'è tornato a sedere sul proprio scranno, emozionato come pochi quando poco prima della palla a due il Presidente Stefano Fabbri ha voluto celebrare l'uomo Francesco come si deve. Nessun drappo alle finestre, nessuna fanfara, nessun ghirigoro particolare. Una targa in segno di riconoscenza, a Bidi, un amico, tutto qua.

Poi la gara, che si potrebbe sintetizzare come nel film Colpo Vincente quando prima della finale il Pastore al seguito della squadra (usanza tipica americana) recita la preghiera a Dio: Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda, e colpì il Filisteo in fronte.

Ebbene sì, Davide che batte Golia, i cinni che in maniera sfrontata hanno avuto ragione un'altra volta di una squadra esperta, profonda, ben allenata ma che alle Rodriguez non ha saputo trovare quell'energia per riuscire ad avere ragione e confermare pertanto quelli che alla vigilia potevano essere i favori dei pronostici.

Poluzzi imbrigliato da Masrè, il quale a fine gara s'è preso pure il gusto di infilare due triple pesantissime che hanno di fatto spaccato la partita in favore della BSL. Vercellino che ha saputo mettere la museruola a Chiappelli e anche lui nel finale trovare lo spunto giusto per segnare un paio di cesti dal peso specifico importantissimo. Binassi a dominare l'area colorata coi suoi rimbalzi e quel pizzico di esperienza che aiuta chi ancora non ce l'ha. Un mix vincente quello di Roberto Rocca, perfetto nella conduzione di una gara per lui non facile, perché dall'altra parte c'era appunto il Re, un allenatore che come il nostro condottiero ama preparare tatticamente le partite e che delle situazioni offensive (e non) dei Cinghioss avrà sicuramente scritto papiri in presentazione degli avversari ai suoi ragazzi. Non è servito questa vota, perché quando si ha a che fare prima col talento che con la forza, le variabili impazzite girano le gare e saltano fuori, appunto, i Masrè, i Vercellino ma anche gli Sgorbati che in maniera silente ma chirurgica ha saputo mettere la sua zampata vincente, anche lui in fondo alla gara, anche lui col talento e con la voglia di far vedere al suo vecchio maestro Jedi che la forza dentro lui scorre eccome.

Imola ha saputo reggere per tutta la gara. Ha saputo trovare canestri importanti da Poluzzi, Filippini e Morara. Ha saputo avere la meglio finché qualcosa non è scattato. Cosa? Difficile dirlo, e nemmeno chi era in panchina sa di cosa si tratti. Forse è davvero quel mix di sfrontatezza e talento che ti fanno rimanere male come dopo San Marino, ma che poi ti danno un aiuto come la fionda di Davide per abbattere Golia. Sì perché questa volta dall'altra parte c'era davvero un Golia in carne ed ossa, in campo ed in panchina.

Vale doppia questa vittoria per la truppa di coach Rocca, ancora una volta splendido architetto dell'ennesima impresa di una squadra che, guardando al passato, oggi fatica a pensare di avere 8 punti in classifica coi ratti di Salus e Imola. Arrivati, è vero, tra le mura amiche, ma pur sempre contro due corazzate costruite per vincere e non di certo per partecipare.

Alla fine della gara qualcuno borbottava e si chiedeva dove potrà arrivare questo gruppo. La giovane età non lascia limiti all'immaginazione. Attenzione, però, da entrambi i sensi di marcia, sia verso l'alto che verso il basso. Perché fare come Icaro è un attimo e cadere credendosi troppo grandi e forti un errore tutt'altro che scontato. Starà a Rocca far sì che questo non accada. Per ora godiamoci questo momento, anche se la sensazione è che altre soddisfazioni arriveranno perché Davide di sassi nella bisaccia, statene certi, ne ha ancora parecchi.